giovedì 15 aprile 2010

Le colpe di un Cuore

L' imputato si alzò.
Silenzio in aula.
Un cuore immobile restava
mostrando un' impossibile fermezza,
affinchè dalla sua triste dolcezza
non trapelasse l' immenso amor che ancor provava.
Lungo i fianchi le mani tremanti,
lo sguardo a terra, cicatrici pulsanti;
in una stretta maglia di dolore,
si rincorrevan in fronte gocce di sudore...
Intrecciava rovi di pensieri nella mente
pungevan le spine, sopportava stoicamente...
Fu la ragione a farlo arrestare,
colto in flagrante,
cercava di farsi amare;
denunciato a piede libero
perchè troppo sentimentale,
lui trovava in un tramonto
ancora spirito emozionale.
Impronte dei suoi battiti
dagli inquirenti rilevate
sul manto notturno di acque salate
nel punto in cui la luna luce ricamava
e con fili di seta le onde abbracciava;
identikit perfetto, l' anima lo riconobbe con esattezza:
lui era il ladro che le rubò ogni ricchezza,
che le lasciò le stanze desolate
e le emozioni completamente annullate...
Il cuore solo disse in sua difesa
di aver cercato invano una mano tesa
e che di ogni suo gesto o sentimento
era pronto al pentimento.
Il giudice ascoltava con attenzione,
cercando una giusta punizione;
persino i rovi, però, parevano allentati
e gli occhi delle stelle meno adombrati...
Il verdetto giunse in modo inaspettato,
non venne il cuore condannato.
" Tu, " disse il giudice " già sconti la tua pena,
non scorre cemento in nessuna tua vena
e tutto l' amore che hai da donare
già abbastanza ti farà penare.
Delle tue azioni sei, sì, responsabile alquanto,
ma sei un cuore colpevole, solo, di aver amato tanto."
La luna sorrise e tornò a ricamare. L' udienza è finita, si torna a sognare.

Sabrina  ( 01 Aprile 2010 )

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