notti di maschere e false identità;
si aggira per le calli un giovane uomo,
uscito è dall' azzardo e in stanza tornerà.
Dal mondo si nasconde, con la maschera sul viso
nessuno in lui nota l' assenza del sorriso.
Bellissime le amiche che gli fanno compagnia,
ma finto è lo svago, falsa l' allegria.
All' ombra di sè stesso, lui è solo in quella stanza,
la maschera in terra, finita è la danza;
davanti allo specchio solo un uomo si nota,
attraverso i suoi occhi, l' anima vuota;
specchio di vetro ma anche di vita,
corre il ricordo a una storia finita;
rapido balza nel petto il suo cuore,
tamburo ritmico di note d' amore;
lo specchio è morbido,
lo plasma la sua mente,
assume quel vetro sagoma piacente...
Lei è lontana, irraggiungibile,
musa splendente, sogno impossibile;
lei è perfetta, dolce, deliziosa
di ogni cosa è la più preziosa.
Ma lui è sè stesso solo in quel momento
senza maschere, con il suo tormento;
come un lupo nella brughiera
schivo di giorno, vorace di sera.
Lo specchio è sincero,
l' immagine chiara,
la realtà dura e amara...
Altre maschere, nell' anima, da indossare,
altre storie che può inventare,
altri modi per sfuggire alla sua vita
ferendo chi gli dona dolcezza infinita;
nello specchio s' infrange il suo volto riflesso
esplosione di coriandoli è lui, adesso...
groviglio di emozioni, sogni tanti
ma può piangere ora solo stelle filanti.
" Cos' è la vita se non un eterno carnevale? "
Riprende la maschera, torna a recitare;
regista dei suoi giorni, delle sue azioni
attore di un copione saturo di finzioni."
Sabrina ( 01 Febbraio 2010 )
| "Un uomo e la sua maschera", dall' album "Venezia". |
Mi complimento per le belle poesie davvero un blog, simpatico.
RispondiEliminaMaurizio